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Le materie

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01

Matematica

Analisi 1 e 2 · Algebra e Geometria · Equazioni differenziali · Analisi complessa · Metodi matematici.

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Successioni, limiti, continuità, derivate, integrali, serie numeriche e di funzioni, funzioni di più variabili, integrali multipli e curvilinei, campi vettoriali, sistemi lineari, autovalori, diagonalizzazione, numeri complessi, serie di potenze.

02

Fisica

Fisica 1 e 2 · Meccanica e Termodinamica · Elettromagnetismo e Onde · Fisica per il Semestre Filtro Medicina.

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Cinematica, dinamica, energia, urti, sistemi di punti, corpo rigido, rotolamento, oscillazioni, fluidi, calorimetria, gas e trasformazioni, entropia, campo elettrico e magnetico, induzione e onde.

03

Elettrotecnica ed elettronica

Elettrotecnica · Circuiti · Elettronica analogica e digitale · Macchine elettriche.

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Kirchhoff, nodi e maglie, Thévenin e Norton, transitori RC/RL/RLC, regime sinusoidale, potenze e rifasamento, trifase, trasformatori, circuiti magnetici e mutua induzione, diodi/Zener, operazionali, BJT/MOS, CMOS, logica, raddrizzatori e conversione. Per casi particolari concordiamo il programma.

04

Analisi dei segnali e Controlli automatici

Analisi dei segnali · Teoria dei sistemi · Sistemi di controllo · Controlli automatici e altro.

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Segnali continui e discreti, Fourier, Laplace, convoluzione, sistemi LTI, risposte impulsive, funzioni di trasferimento, poli e zeri, Bode, stabilità, criterio di Routh, spazio di stato e linearizzazione. Temi ulteriori da valutare sul programma concreto.

Lavoriamo anche su MATLAB, Python, C++, calcolo numerico, LTspice, VHDL e Arduino, in base al programma e agli esercizi del corso.

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Appunti veri, ragionamenti da seguire

Dentro una lezione.

Appunti originali, passaggi commentati e materiale per ripartire da solo.

Un integrale di superficie, dal disegno al risultato.

Quattro pagine consecutive: scegliamo la parametrizzazione, calcoliamo l’elemento di area e controlliamo il risultato.

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Il primo passo è capire su che cosa integriamo. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 5

Il ragionamento · 1 / 4

Il primo passo è capire su che cosa integriamo.

Un integrale di superficie somma contributi su un foglio curvo nello spazio. Prima del calcolo distinguiamo due oggetti: la superficie Σ\Sigma e il dominio piano DD che la descrive.

Se la superficie è il grafico z=f(x,y)z=f(x,y), possiamo parametrizzarla con r(x,y)=(x,y,f(x,y))\mathbf r(x,y)=(x,y,f(x,y)). Il piccolo rettangolo dx dydx\,dy diventa un pezzetto di superficie di area

dS=∥rx×ry∥ dx dy.dS=\|\mathbf r_x\times\mathbf r_y\|\,dx\,dy.
Il foglio originale costruisce proprio questo passaggio. Per un campo scalare usiamo la norma del prodotto vettoriale: qui non stiamo calcolando un flusso orientato.

La domanda da farsi è: quanto si dilata l’area passando dal piano alla superficie? Quel fattore deve rimanere nel conto.

Scriviamo i dati e costruiamo il fattore di area. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 6

Il ragionamento · 2 / 4

Scriviamo i dati e costruiamo il fattore di area.

L’esercizio chiede di calcolare

I=∬Σxy21+5z2 dS,I=\iint_\Sigma\frac{xy^2}{\sqrt{1+5z^2}}\,dS,
sulla superficie z=e2x+yz=e^{2x+y}, con 0≤x≤10\le x\le1 e 0≤y≤20\le y\le2.

La parametrizzazione è r=(x,y,e2x+y)\mathbf r=(x,y,e^{2x+y}). Deriviamo rispetto a una variabile alla volta:

rx=(1,0,2e2x+y),ry=(0,1,e2x+y).\mathbf r_x=(1,0,2e^{2x+y}),\qquad \mathbf r_y=(0,1,e^{2x+y}).
Il prodotto vettoriale vale (−2e2x+y,−e2x+y,1)(-2e^{2x+y},-e^{2x+y},1). La sua norma è 1+5e4x+2y\sqrt{1+5e^{4x+2y}}.

Il fattore 5 non arriva da una formula da ricordare: è 22+122^2+1^2, la somma dei coefficienti al quadrato delle due derivate.

La semplificazione viene dopo la sostituzione. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 7

Il ragionamento · 3 / 4

La semplificazione viene dopo la sostituzione.

Ora sostituiamo z=e2x+yz=e^{2x+y} anche nell’integranda. Otteniamo

xy21+5e4x+2y 1+5e4x+2y=xy2.\frac{xy^2}{\sqrt{1+5e^{4x+2y}}}\,\sqrt{1+5e^{4x+2y}}=xy^2.
I due fattori si cancellano perché sono identici e strettamente positivi. Senza il fattore di area, invece, il risultato sarebbe diverso.

Resta un integrale doppio sul rettangolo:

I=∫02∫01xy2 dx dy.I=\int_0^2\int_0^1xy^2\,dx\,dy.
Nel foglio si vede prima la formula completa e soltanto dopo la cancellazione. È una buona abitudine: rende controllabile ogni scelta e aiuta a ritrovare un fattore dimenticato.

Il risultato si controlla cambiando strada. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 8

Il ragionamento · 4 / 4

Il risultato si controlla cambiando strada.

Nell’integrale interno yy è costante. Quindi

∫01xy2 dx=[x2y22]01=y22.\int_0^1xy^2\,dx=\left[\frac{x^2y^2}{2}\right]_0^1=\frac{y^2}{2}.
Poi integriamo rispetto a yy:
I=∫02y22 dy=[y36]02=43.I=\int_0^2\frac{y^2}{2}\,dy=\left[\frac{y^3}{6}\right]_0^2=\frac43.
Possiamo verificarlo separando i fattori sul rettangolo: (∫01x dx)(∫02y2 dy)=12⋅83=43(\int_0^1x\,dx)(\int_0^2y^2\,dy)=\frac12\cdot\frac83=\frac43.

Anche il segno torna: xx e y2y^2 sono non negativi. Se fosse comparso un risultato negativo, avremmo saputo subito di dover ricontrollare il conto. Nella scheda che segue trovi lo svolgimento riordinato e una piccola variazione da provare.

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Dopo la lezione Il materiale per ripartire

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Un urto. Poi la sfera comincia a rotolare.

Lo stesso problema cambia modello: prima un urto elastico, poi lo strisciamento, infine il puro rotolamento.

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Pagina originale intera con traccia, schema dell’urto centrale elastico e calcolo delle velocità.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 6

Il ragionamento · 1 / 2

Durante l’urto si conservano due quantità.

Il corpo ha massa M1=6 kgM_1=6\,\mathrm{kg} e velocità iniziale v0=12 m/sv_0=12\,\mathrm{m/s}; la sfera, inizialmente ferma, ha massa M2=4 kgM_2=4\,\mathrm{kg}. Nell’urto centrale elastico conserviamo quantità di moto ed energia cinetica. Dal rapporto fra le due equazioni ricaviamo v0+v1=v2v_0+v_1=v_2. Le velocità dopo l’urto sono

v1=M1−M2M1+M2v0=2,4 m/s,v_1=\frac{M_1-M_2}{M_1+M_2}v_0=2{,}4\,\mathrm{m/s},
v2=2M1M1+M2v0=14,4 m/s.v_2=\frac{2M_1}{M_1+M_2}v_0=14{,}4\,\mathrm{m/s}.
La sfera parte senza ruotare: la sua rotazione nasce nella fase successiva, quando entra nella zona con attrito.

Il controllo numerico è concreto: prima dell’urto la quantità di moto è 6⋅12=72 kg m/s6\cdot12=72\,\mathrm{kg\,m/s}; dopo è 6⋅2,4+4⋅14,4=726\cdot2{,}4+4\cdot14{,}4=72. L’energia totale resta 432 J432\,\mathrm J. La sfera può andare più veloce del corpo incidente perché è più leggera: ciò che si conserva è l’energia dell’intero sistema, non la velocità di ciascun corpo.

Pagina originale intera: attrito sulla sfera, accelerazioni, istante di puro rotolamento ed energia dissipata.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 7

Il ragionamento · 2 / 2

L’attrito rallenta il centro e fa crescere la rotazione.

Sulla parte scabra agisce l’attrito dinamico μdM2g\mu_dM_2g. Con I=25M2R2I=\frac25M_2R^2, la traslazione rallenta mentre aumenta la velocità angolare:

v(t)=v2−μdgt,ω(t)=5μdg2Rt.v(t)=v_2-\mu_dgt,\qquad \omega(t)=\frac{5\mu_dg}{2R}t.
Il puro rotolamento comincia quando v=ωRv=\omega R. Da questa condizione, non da un’ipotesi iniziale, seguono
t∗=2v27μdg,v∗=57v2≈10,3 m/s.t_* =\frac{2v_2}{7\mu_dg},\qquad v_* =\frac57v_2\approx10{,}3\,\mathrm{m/s}.
Nell’ultima riga del foglio si sottrae all’energia iniziale sia l’energia traslazionale sia quella rotazionale finale. Quella differenza è l’energia dissipata, circa 118,5 J118{,}5\,\mathrm J.

Qui sarebbe sbagliato conservare l’energia meccanica: mentre il punto di contatto striscia, l’attrito dissipa energia. Il momento della forza rispetto al centro vale μdM2gR\mu_dM_2gR, perciò α=5μdg/(2R)\alpha=5\mu_dg/(2R). Quando la velocità relativa del contatto diventa nulla cambia il regime di moto. Il tempo dipende da μd>0\mu_d>0; il rapporto v∗/v2=5/7v_*/v_2=5/7 no.

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Dopo la lezione Il materiale per ripartire

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Quando chiudi l’interruttore, che cosa cambia?

Tre pagine della stessa lezione: la tensione iniziale, il circuito a regime e il transitorio di un condensatore.

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La tensione iniziale non si può scegliere a intuito. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 8

Il ragionamento · 1 / 3

La tensione iniziale non si può scegliere a intuito.

Abbiamo un generatore da 15 V15\,\mathrm V, un resistore da 10 Ω10\,\Omega, un condensatore da 2 F2\,\mathrm F e un ramo da 5 Ω5\,\Omega inizialmente scollegato. Il circuito è a regime da prima della chiusura.

In continua, a regime, il condensatore non assorbe corrente. Nel resistore da 10 Ω10\,\Omega la caduta è quindi nulla: tutta la tensione del generatore si ritrova sul condensatore.

vC(0−)=15 V.v_C(0^-)=15\,\mathrm V.
Con correnti finite, la tensione di un condensatore è continua: perciò vC(0+)=15 Vv_C(0^+)=15\,\mathrm V.

L’interruttore cambia le connessioni, ma non può cambiare istantaneamente la carica. Questo è il dato da portare nella soluzione del transitorio.

Il valore finale e la velocità con cui ci arriviamo. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 9

Il ragionamento · 2 / 3

Il valore finale e la velocità con cui ci arriviamo.

Dopo la chiusura, il resistore da 5 Ω5\,\Omega è in parallelo al condensatore. Per t→∞t\to\infty il condensatore torna a comportarsi come un circuito aperto: i due resistori formano un partitore.

vC(∞)=15510+5=5 V.v_C(\infty)=15\frac5{10+5}=5\,\mathrm V.
Per la costante di tempo spegniamo il generatore indipendente di tensione, sostituendolo con un cortocircuito. Visti dal condensatore i resistori sono in parallelo:
Req=10∥5=103 Ω.R_{\mathrm{eq}}=10\parallel5=\frac{10}{3}\,\Omega.
Di conseguenza τ=ReqC=203 s≈6,67 s\tau=R_{\mathrm{eq}}C=\frac{20}{3}\,\mathrm s\approx6{,}67\,\mathrm s.

Nel manoscritto il valore è troncato a 3,3 Ω3{,}3\,\Omega: manteniamo qui la frazione esatta per non accumulare approssimazioni.

Mettiamo insieme i tre dati. Poi torniamo al circuito. Pagina manoscritta originale intera.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 10

Il ragionamento · 3 / 3

Mettiamo insieme i tre dati. Poi torniamo al circuito.

La risposta del primo ordine si costruisce con valore iniziale, valore finale e costante di tempo:

vC(t)=vC(∞)+[vC(0+)−vC(∞)]e−t/τ.v_C(t)=v_C(\infty)+[v_C(0^+)-v_C(\infty)]e^{-t/\tau}.
Nel nostro caso, con tt espresso in secondi,
vC(t)=5+10e−3t/20  V,t≥0.v_C(t)=5+10e^{-3t/20}\;\mathrm V,\qquad t\ge0.
Parte da 15 V e scende verso 5 V, senza salti. Dopo una costante di tempo resta 1/e1/e dello scarto iniziale: vC(τ)=5+10/e≈8,68 Vv_C(\tau)=5+10/e\approx8{,}68\,\mathrm V.

Il foglio usa 6,6 s6{,}6\,\mathrm s, ottenuto troncando prima la resistenza. La scheda di verifica conserva invece 20/3 s20/3\,\mathrm s e controlla la legge con Kirchhoff. Per l’induttore l’analogia riguarda la forma del transitorio: si conserva la continuità della corrente, e la costante di tempo è L/ReqL/R_{\mathrm{eq}}.

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Tre segnali. Una base. Una decisione.

Cinque pagine consecutive ritrovate nei taccuini: dall’energia dei segnali alla geometria delle regioni di decisione.

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Pagina originale intera con i tre segnali rettangolari, la traccia, le energie e il prodotto scalare.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 2

Il ragionamento · 1 / 5

Prima misuriamo energia e ortogonalità.

I tre segnali sono nulli fuori da [0,T][0,T]. In quell’intervallo, s1=1s_1=1; s2s_2 vale +1+1 nella prima metà e −1-1 nella seconda; s3=−s2s_3=-s_2. Le energie sono tutte Ei=∫si2(t) dt=TE_i=\int s_i^2(t)\,dt=T. Il prodotto scalare dei primi due segnali è invece

⟨s1,s2⟩=T2−T2=0.\langle s_1,s_2\rangle=\frac T2-\frac T2=0.
Sono ortogonali. Il terzo non aggiunge una direzione: è l’opposto del secondo. Per rappresentarli ci bastano due funzioni di base.

Non confondiamo energia e valore medio: i cambi di segno si annullano nel prodotto scalare con s1s_1, ma non nel quadrato che definisce l’energia. È per questo che un segnale con media nulla può avere energia positiva. Assumiamo T>0T>0.

Pagina originale intera con la base ortonormale e le coordinate dei tre segnali.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 3

Il ragionamento · 2 / 5

La normalizzazione trasforma funzioni in coordinate.

Dividiamo per la radice dell’energia:

ϕ1=s1T,ϕ2=s2T.\phi_1=\frac{s_1}{\sqrt T},\qquad\phi_2=\frac{s_2}{\sqrt T}.
Ora la base è ortonormale. Le coordinate si trovano con i prodotti scalari, e i segnali diventano i punti
S1=(T,0),S2=(0,T),S3=(0,−T).S_1=(\sqrt T,0),\quad S_2=(0,\sqrt T),\quad S_3=(0,-\sqrt T).
Non stiamo approssimando le forme d’onda: in questa base la rappresentazione è esatta. Anche l’energia si conserva come somma dei quadrati delle coordinate.

Per esempio ⟨s2,ϕ2⟩=T/T=T\langle s_2,\phi_2\rangle=T/\sqrt T=\sqrt T, mentre ⟨s2,ϕ1⟩=0\langle s_2,\phi_1\rangle=0. Questi due conti producono le coordinate di S2S_2: non si ricavano semplicemente guardando il disegno.

Pagina originale intera: punti nello spazio dei segnali e distanze quadratiche.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 4

Il ragionamento · 3 / 5

Il ricevitore confronta distanze.

Per interpretare le regioni di minima probabilità di errore assumiamo segnali equiprobabili e rumore additivo gaussiano bianco: nelle due coordinate il rumore ha la stessa varianza. Il punto ricevuto è (x,y)(x,y). Le distanze quadratiche sono

d12=(x−T)2+y2,d_1^2=(x-\sqrt T)^2+y^2,
d22=x2+(y−T)2,d_2^2=x^2+(y-\sqrt T)^2,
d32=x2+(y+T)2.d_3^2=x^2+(y+\sqrt T)^2.
Confrontando le prime due si trova la frontiera y=xy=x. Ogni confine nasce da un’uguaglianza fra distanze, non da un tratto disegnato a intuito.

La regola del punto più vicino equivale qui alla massima verosimiglianza e, con probabilità iniziali uguali, alla minima probabilità di errore. Se le probabilità fossero diverse, le frontiere si sposterebbero: l’ipotesi va detta prima di interpretare il disegno.

Pagina originale intera con frontiere e regioni di decisione.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 5

Il ragionamento · 4 / 5

Le disuguaglianze scelgono il lato giusto.

I confronti a coppie danno le rette y=xy=x, y=−xy=-x e y=0y=0. Le frontiere effettive sono i tratti che separano queste regioni:

R1: x≥∣y∣,\mathcal R_1:\ x\ge |y|,
R2: y≥x e y≥0,\mathcal R_2:\ y\ge x\ \text{e}\ y\ge0,
R3: y≤−x e y≤0.\mathcal R_3:\ y\le-x\ \text{e}\ y\le0.
Il punto (T,0)(\sqrt T,0) deve appartenere alla regione del primo segnale: è un controllo immediato sui versi delle disuguaglianze. Sui confini si può adottare una regola di spareggio; con rumore continuo hanno probabilità nulla.

Per scegliere S1S_1 devono valere contemporaneamente d12≤d22d_1^2\le d_2^2 e d12≤d32d_1^2\le d_3^2, cioè x≥yx\ge y e x≥−yx\ge-y. Non basta confrontare una sola coppia. La zona comune è proprio x≥∣y∣x\ge|y|.

Pagina originale intera con i coefficienti di correlazione delle tre coppie.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 6

Il ragionamento · 5 / 5

La correlazione conferma la geometria.

Normalizziamo i prodotti scalari con le energie:

ρij=⟨si,sj⟩EiEj.\rho_{ij}=\frac{\langle s_i,s_j\rangle}{\sqrt{E_iE_j}}.
Otteniamo ρ12=0\rho_{12}=0, ρ13=0\rho_{13}=0 e ρ23=−1\rho_{23}=-1. I primi due valori descrivono direzioni ortogonali; l’ultimo descrive segnali opposti. La distanza fra S2S_2 e S3S_3 è 2T2\sqrt T, mentre le altre due distanze valgono 2T\sqrt{2T}. Forme d’onda, coordinate e correlazioni forniscono tre controlli dello stesso risultato.

Un ultimo controllo usa ∥Si−Sj∥2=Ei+Ej−2⟨si,sj⟩\|S_i-S_j\|^2=E_i+E_j-2\langle s_i,s_j\rangle. Per i segnali opposti il prodotto scalare è −T-T e la distanza quadratica diventa 4T4T. Geometria e integrali raccontano quindi lo stesso fenomeno.

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Stabilità: trovare l’intervallo, non indovinarlo.

Un foglio completo sul criterio di Routh: dalla funzione di trasferimento alle condizioni sul parametro, fino al caso limite.

Pagina 1 di 1
Pagina originale intera: funzione di trasferimento, tabella di Routh e risultato p maggiore di quaranta.Ingrandisci ↗
Manoscritto originale · pagina 5

Il ragionamento · 1 / 1

Nella prima colonna ci sono tutte le condizioni.

Il denominatore è D(s)=s3+4s2+(p−20)s+2pD(s)=s^3+4s^2+(p-20)s+2p. La prima colonna della tabella di Routh, nella forma normalizzata, è

1,4,p−402,2p.1,\quad4,\quad\frac{p-40}{2},\quad2p.
Nel foglio la terza riga è riscalata di un fattore positivo: per studiare i segni è equivalente. Per la stabilità asintotica tutti gli elementi devono essere positivi. Otteniamo p>40p>40 e p>0p>0, dunque basta p>40p>40. Il bordo p=40p=40 va controllato a parte: compare una coppia di poli sull’asse immaginario, perciò non appartiene all’intervallo stabile.

Il termine della riga s1s^1 si ottiene da [4(p−20)−2p]/4=(p−40)/2[4(p-20)-2p]/4=(p-40)/2. La positività dei soli coefficienti del denominatore darebbe p>20p>20, ma non sarebbe sufficiente: Routh impone il vincolo più forte. Per p=40p=40 il denominatore si fattorizza in (s+4)(s2+20)(s+4)(s^2+20); i poli immaginari non decadono. Il numeratore 4s+24s+2 non li cancella.

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Il mio metodo, anche dopo la lezione

Capire oggi. Rimetterci mano domani.

Un risultato giusto o un passaggio chiaro durante la lezione non significano che sia già tutto imparato. Il metodo che propongo continua nei giorni e nelle settimane successive: riprovi a fare l’esercizio, rimetti in discussione i passaggi e scopri che cosa riesci davvero a spiegare da solo.

Come quando impari uno strumento musicale, anche nelle materie scientifiche serve rimettere mano agli errori e alle cose che sembravano già imparate. È così che il ragionamento diventa più tuo e la comprensione va in profondità.

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Le parole di chi
ha lavorato con me.

Matematica, fisica, circuiti e molto altro. Ogni percorso comincia da una difficoltà diversa.

Scorri per leggere

Andrea mi ha aiutato nella preparazione di Elettrotecnica. Mi è sembrato da subito molto disponibile e preparato. Lo consiglio a chiunque abbia bisogno di aiuto con la materia.
GabrieleElettrotecnicaSuperprof ↗
Molto preparato e disponibile. Andrea mi ha aiutato nella preparazione di fisica 1, con spiegazioni chiare e dettagliate di alcuni esercizi. Mi ha inoltre fornito materiale aggiuntivo, utile per la preparazione dell'esame. Super consigliato!
GiorgiaFisica 1Superprof ↗
Mi sono trovato molto bene, ho avuto un grande aiuto nella preparazione dell’esame di Analisi II
AlessandroAnalisi 2Superprof ↗
Studiare elettronica con Andrea è stato un piacere. La sua profonda conoscenza e capacità di rendere semplici i concetti complicati sono eccezionali. La sua gentilezza e pazienza nel rispondere a ogni domanda hanno reso l'apprendimento fluido e piacevole. Raccomando vivamente Andrea come insegnante di elettronica
GianlucaElettronicaSuperprof ↗
Le lezioni, pur non avendone fatte molte, sono state piuttosto proficue. I riassunti degli argomenti affrontati, insieme agli esercizi spiegati passaggio per passaggio, che prepara dopo la conclusione di ogni lezione sono molto utili e ben strutturati. Non abbiamo avuto problemi nell'accordarci per giorni e orari nei quali trovarci e ha anche sempre risposto velocemente nella comunicazione tramite messaggi. Sicuramente una valutazione positiva.
AlbertoEsperienza di lezioneSuperprof ↗
Andrea è un professore molto qualificato con cui mi sono trovato benissimo. Lo consiglio vivamente a tutti perché é molto chiaro nelle spiegazioni e anche molto piacevole come persona. Grazie a lui sono riuscito a passare materie come analisi 1, elettronica, algebra lineare e informatica. Veramente ottimo
VittorioAnalisi 1 · Elettronica · Algebra lineare · InformaticaSuperprof ↗
Andrea è molto preparato, mi ha aiutato molto a risolvere quesiti ed esercizi abbastanza complessi
SofiaEsperienza di lezioneSuperprof ↗
ottimo professore, professionale e molto bravo, consiglio vivamente
GiorgioEsperienza di lezioneSuperprof ↗
Professore molto competente, gentile ed empatico ...ha aiutato molto mio figlio riuscendo a fargli passare l'esame che stava provando da diversi mesi.....lo consiglio assolutamente !!!
PatriziaEsperienza di lezioneSuperprof ↗
Andrea è un ottimo tutor di Analisi 2. È una persona molto gentile, disponibile e paziente, e riesce a spiegare argomenti complicati in modo chiaro e semplice. Durante le lezioni si prende il tempo necessario per assicurarsi che tutto sia compreso e propone esempi ed esercizi utili per mettere in pratica la teoria. Mi sono trovato molto bene con lui e lo consiglio assolutamente a chiunque abbia bisogno di un aiuto !
FilippoAnalisi 2Superprof ↗
Molto professionale e capace a spiegare i contenuti. SI è dimostrato molto attento alle mie esigenze proponendomi anche esercizi realizzati appositamente in linea con i mio programma.
LetiziaEsperienza di lezioneSuperprof ↗
Andrea mi ha dato una grossa mano per la definizione e preparazione della parte finale del semestre filtro. Avevo bisogno delle ripetizioni per fisica. È stato preciso, pulito e mi ha dato molto supporto,sia per la teoria che per la pratica. Ammetto che non è stato facile condensare tanti concetti in 2 settimane circa, avendo già delle basi. Ma ce l’abbiamo fatta. Ho raggiunto il mio obiettivo portandomi a casa un esito positivo, riuscendo a superare lo scoglio di fisica. Lo consiglio senza pensarci due volte. Se volete lavorare durante fa al caso vostro. Se invece pensate che lui vi farà un miracolo in poco tempo, vi consiglio di non sprecare il suo tempo. Per imparare questa materia ci va del tempo, pazienza e duro lavoro. Ritengo che Andrea sia UN PROFESSIONISTA MOLTO SERIO e preciso, per tanto va trattato come tale. Un grande ringraziamento.
HuascarFisica · Semestre Filtro MedicinaSuperprof ↗
Ho contattato Andrea per la preparazione dell’esame di Circuiti. È un’insegnante molto bravo e altamente preparato nel suo campo. Ha la capacità di spiegare gli esercizi in vari modi, adattandoli alle esigenze degli studenti. Spiega gli argomenti in modo chiaro, presentando diverse metodologie che permettono di trovare il metodo più adatto a me. Sono estremamente soddisfatta del suo insegnamento!
GiadaCircuitiSuperprof ↗
Andrea mi ha aiutato a preparare un esame di elettrotecnica dell'università. Ci siamo concentrati principalmente sul pratico, avevo difficoltà nel risolvere i circuiti. Andrea è stato in grado di chiarire molti dei miei dubbi e mi ha mostrato come applicare il giusto metodo di risoluzione ad ogni esercizio proposto.
IdaElettrotecnicaSuperprof ↗
Andrea è un ragazzo molto preparato e disponibile. Grazie alle sue lezioni ho imparato a svolgere ed applicare metodi per esercizi con i circuiti!!
AngelicaCircuitiSuperprof ↗
Ho chiesto aiuto ad Andrea per spiegarmi alcuni concetti di Elettronica che proprio mi mancavano per poter dare l'esame di questa materia e devo dire che è stato molto chiaro, preciso ed esplicativo, gli esercizi che non riuscivo a fare li ho compresi
KamilaElettronicaSuperprof ↗

Andrea Marro · oltre la singola lezione

Mi occupo di didattica.
Anche oltre le lezioni.

Sono Andrea Marro e lavoro a tempo pieno come tutor di materie scientifiche, online e a Torino. Oltre ad affiancare gli studenti nella preparazione degli esami, collaboro a progetti per la scuola e sviluppo strumenti digitali per insegnare e studiare.

Scorri per conoscermi
5+

Anni di lezioni, con più di 500 studenti.

Da più di cinque anni aiuto studenti di matematica, fisica e materie ingegneristiche. Partiamo dal programma del corso, dagli esercizi e dai passaggi che creano difficoltà, per costruire un percorso adatto alla persona.

Ho lavorato anche nel progetto PNRR “Santorre per Inclusione” dell’I.I.S. Santorre di Santarosa di Torino, come tutor per il recupero degli apprendimenti.

ELAB

ELAB: imparare l’elettronica facendo esperimenti.

Collaboro con Omaric Elettronica al progetto ELAB, che unisce kit per costruire circuiti e una piattaforma digitale per la didattica dell’elettronica.

L’idea è collegare la teoria a ciò che si osserva sul banco: disegnare un circuito, costruirlo, misurare e discutere i risultati. La piattaforma affianca il lavoro con strumenti e attività per la lezione.

Software

Software per lavorare su appunti, calcoli e circuiti.

Sviluppo applicazioni per la didattica. Tra queste c’è Ardesia, un progetto che riunisce lavagna, materiali e strumenti per le diverse materie in uno stesso ambiente. Lavoro anche su strumenti di calcolo numerico e simulatori di circuiti.

Sono progetti in sviluppo: li costruisco e li verifico per aiutare a esplorare un problema, confrontare un calcolo con un grafico e capire che cosa cambia modificando i dati.

Le lezioni sono online o in presenza?

Puoi scegliere lezioni online oppure in presenza a Torino, concordando insieme luogo e disponibilità. Lavoro sia individualmente sia con piccoli gruppi.

Possiamo lavorare sulle prove del mio corso?

Sì: puoi portare esercizi, prove o appunti del corso. Li guardiamo insieme e individuiamo da dove partire.

Ricevo un PDF dopo ogni lezione?

Sì. Dopo ogni lezione ti invio il PDF con gli appunti, gli esercizi svolti e i passaggi spiegati insieme. Puoi usarlo per ripassare e riprovare gli esercizi in autonomia. Quando serve, aggiungo una sintesi o esercizi mirati ai tuoi dubbi.

Posso organizzarmi con altri studenti?

Sì, valutiamo un piccolo gruppo con obiettivi e programma compatibili. La quota per partecipante viene concordata prima di iniziare.

Il prossimo passaggio

Il prossimo passo?
Raccontami il tuo esame.

Scrivimi la materia, quando vorresti sostenerla e il punto in cui ti blocchi. Se ti fa piacere, manda una traccia o una foto dei tuoi appunti: partiamo da qualcosa di concreto.

Non serve avere già le idee chiare. Guardiamo insieme da dove cominciare.

Lezioni individuali: 25 €/ora. Online o in presenza a Torino.
Dopo ogni lezione ricevi il PDF del lavoro svolto.
Piccoli gruppi e videochiamata conoscitiva da concordare.

Un passaggio alla volta

Ingrandisci con + o con due dita

Lo stesso esercizio, con tutti i passaggi.

Questa scheda nasce dall’esercizio manoscritto che hai appena visto. Trovi i dati, le scelte del modello e lo svolgimento riordinato. È un esempio di materiale di ripasso: le pagine originali e la rielaborazione restano riconoscibili.

Controlli e una variazione da provare.

Il secondo foglio controlla il risultato con un’altra strada, chiarisce le ipotesi e propone una variazione dello stesso problema. Prova a risolverla prima di leggere il risultato. Torna sui passaggi nei giorni successivi: riuscire a ricostruirli da solo è parte del lavoro.

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