Condensatore veloce
La sua tensione è la variabile x. Insieme alla non linearità, reagisce più rapidamente e piega la traiettoria.
LAB 02 · sistemi dinamici non lineari
Premi “Pausa” e “Ricomincia” per seguire due punti che partono quasi dallo stesso posto. Nel comportamento caotico le due strade si separano, anche se le regole matematiche rimangono identiche.
Le lasci partire quasi dallo stesso punto. Ogni curva può amplificare la piccola differenza iniziale, finché le palline prendono strade molto diverse. È un’analogia: qui non simuliamo palline, ma tensioni e correnti in un circuito.
Guarda prima le due tracce. Poi cambia solo “Differenza iniziale” e premi “Ricomincia”. Il caos segue regole precise: una piccola incertezza iniziale può però rendere difficile prevedere il futuro lontano.
Questa breadboard non è un’immagine: ogni foro appartiene a un nodo elettrico. Puoi togliere i componenti, rimontarli, cambiare i valori e vedere il modello fermarsi quando la topologia è incompleta oppure ricalcolarsi quando il circuito è valido.
Il preset usa la realizzazione robusta pubblicata da M. P. Kennedy: C₁ = 10 nF, C₂ = 100 nF, L = 18 mH e R regolabile; il blocco Nᵣ rappresenta la rete a due operazionali e sei resistori. In un montaggio fisico gli operazionali richiedono alimentazione duale ±9 V e condensatori di bypass. Rapporto tecnico UC Berkeley ↗
Un circuito di Chua conserva energia in due condensatori e in un induttore. Un resistore la dissipa; un elemento non lineare la redistribuisce. In una certa zona dei parametri la traiettoria non si ferma né si ripete: disegna i due lobi del “double scroll”.
La sua tensione è la variabile x. Insieme alla non linearità, reagisce più rapidamente e piega la traiettoria.
La sua tensione è la variabile y. Scambia energia con C₁ e con il ramo induttivo.
La corrente nel ramo induttivo corrisponde alla variabile z, dopo la normalizzazione del modello.
Regola l’accoppiamento fra le due sezioni e, nel circuito fisico, è spesso il parametro che si varia per attraversare i regimi dinamici.
Non è un normale diodo: è un resistore non lineare con caratteristica a tratti, normalmente realizzato con operazionali e resistori.
È la piccola differenza fra le due condizioni iniziali. Non cambia il sistema: serve a rendere visibile la sensibilità alle condizioni iniziali.
Moltiplica la velocità di x rispetto alle altre variabili. Nel modello normalizzato controlla il rapporto fra le dinamiche capacitive.
Pesa quanto rapidamente z reagisce a y. Cambiandolo si modifica l’accoppiamento con la dinamica dell’induttore.
m₀ è la pendenza nel tratto centrale di h(x); m₁ quella nei tratti esterni. Devono restare distinti per ottenere la piega caratteristica.
A ogni passo il browser calcola le tre derivate del sistema, poi applica Runge–Kutta del quarto ordine con Δt = 0,005. Il metodo valuta quattro pendenze e ne usa una media pesata: è più stabile e accurato di un singolo passo di Eulero a parità di intervallo.
Prima della visualizzazione si scartano 2.200 passi di transitorio. Poi si calcola un’orbita di riferimento di 5.200 punti con gli stessi parametri. Le curve blu e rossa partono da due stati separati da δ e vengono integrate in tempo reale.
Il sistema integrato è x′=α[y−x−h(x)], y′=x−y+z, z′=−βy, con h(x)=m₁x+½(m₀−m₁)(|x+1|−|x−1|). La quantità mostrata come λ(t) è ln(‖Δs(t)‖₂/δ)/t: è una stima a tempo finito, non un esponente di Lyapunov convergente.
I parametri sono adimensionali e non sono convertiti automaticamente in valori di resistori, condensatori e induttore. Per costruire il circuito fisico servono uno schema calibrato, tolleranze reali, alimentazione duale, oscilloscopio e una verifica separata della realizzazione del resistore non lineare.